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Exegi monumentum aere perennius
regalique situ pyramidum altius,
quod non imber edax, non Aquilo impotens
possit diruere aut innumerabilis
Annorum series et fuga temporum.
Ho innalzato un monumento più perenne del bronzo
e più alto della mole regale delle piramidi,
che non possano distruggere
nè la pioggia che corrode, nè l'Aquilone sfrenato,
nè la serie infinita degli anni, nè la fuga del tempo.
Orazio, Carmina, III, 30
STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA 2011-2012
"Aere perennius…"
La stagione di musica da camera della SVC 2011-2012 assume il sottotitolo 'aere perennius'. Richiama un verso di Orazio che con orgoglio e speranza pensa alla capacità della sua opera di attraversare il tempo, le difficoltà e l'oblio per divenire "più perenne del bronzo". Le musiche che verranno eseguite nel corso di questi concerti possono vantare per loro stesse questo meraviglioso attributo. In ognuno di questi concerti la musica ci appare, come, l'opera oraziana, come un "monumentum aere perennius", poiché costituisce assieme ad una testimonianza di bellezza esemplare, anche il carattere di modello comparativo, di punto di partenza per una nuova epoca. Nasce definitivamente con Mozart il quartetto con pianoforte, con Beethoven la sonata per violoncello e pianoforte, con la sonata lisztiana si dischiude un nuovo concetto formale di sonata pianistica; l'evoluzione della tecnica di variazione viene esplorate nel concerto di Andras Schiff con sapiente conoscenza musicologica; la sonata per violino e pianoforte tocca uno dei suoi apici nella produzione beethoveniana; il quartetto di Haydn valica l'ambito musicale e si fa preghiera e rito; l'immenso Bach offre alla tastiera il più grande omaggio sino a quel momento concepito; il canto liederistico del cuore dell'Ottocento conosce il crepuscolo e la tenebra del lirismo schumanniano e delle trenodie brahmsiane. Sono pietre miliari della storia della musica che gli interpreti di questa stagione offrono come un percorso sublime verso un perfetto compimento formale. E sono interpreti di assoluto prestigio, dei quali è certo inutile privilegiare un nome qualsiasi: il pubblico sa valutare da sé. Ci preme però sottolineare una sempre più significativa presenza di giovani musicisti italiani che fanno ben sperare ad una conservazione – tanto auspicata – di questo patrimonio artistico fatto di sensibilità e disciplina.
Quanto durerà nelle future generazioni l'amore per questa musica? Non ravvisiamo rosei orizzonti, ma forse il tempo dell'oblio' non è ancora venuto. Così noi continuiamo, con l'umiltà degli amanuensi e la fermezza di soldati fedeli, a proteggere la "rocca"; "più duratura del bronzo", aere perennius, vorremmo ancora fosse.
Nel nostro impegno, non sono certo secondari i progetti organizzativi: migliorare l'informazione offerta ai nostri soci ed abbonati; curare i rapporti con le scuole, con le associazioni interessate alla musica e alla cultura; infine tener sempre presente una collaborazione con il nostro grande teatro La Fenice (ormai dura da quasi trent'anni), con la città e i Veneziani; specialmente con il Comune di Venezia – sempre determinante per la sopravvivenza delle attività della SVC nel corso dei 28 anni della sua esistenza. E un grazie dal profondo del cuore ai soci della SVC: un compatto esercito di amanti della bella musica, che vogliamo sia anch'esso, auspichiamo con molto affetto, aere perennius: "più longevi del bronzo".
Il Direttore Artistico Paolo Cossato
Venezia, 19 settembre 2012
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