þÿ<html> <head> <title>Società Veneziana Concerti - Dettagli programma</title> <META NAME="keywords" CONTENT="venice concerts,societa veneziana concerti venice italy,concerti a venezia,venezia concerti,concert in venice,teatro malibran,teatro alla fenice, venise,venice,venedig,venezia, venecia,theater, musica da camera"> <META NAME="description" CONTENT="Società Veneziana Concerti Venice Italy: Stagione di Musica da Camera 2011/2012: Teatro La Fenice ottobre 2011 - aprile 2012"> <base target="_self"> <link rel=stylesheet type="text/css" href="style.css"> </head> <body topmargin="0" leftmargin="0" rightmargin="0" bottommargin="0" style="font-size:13px; font-family:arial,verdana,sans-serif;"> <table border="0" width="600" id="table1" cellspacing="0" cellpadding="5" style="font:normal normal 10px arial,verdana,sans-serif;"> <tr> <td> <div align="center"> <table border="0" width="600" id="table3" cellspacing="0" cellpadding="3" style="font-size:13px;"> <tr> <td> <p align="center"><font size="4" color="#800000">&nbsp;<b><u><i><br> Lunedì 5 marzo 2012 <br> Basilica di San Marco ore 20.00</i></u> <br />(solo per gli abbonati)</b></font><br> ................................................................................................................................................. </td> </tr> <tr> <td> <p align="justify"><font size="2" color="#000000"> <br> <!-- <b>Cuarteto Casals</b> <br><br><br> <b>Franz Josef Haydn</b><br> (1732-1809)<br> <i>Quartetti Op. 51, Hob. III: 50-56</i> - <font color="grey">Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del Nostro Redentore in croce - o sieno Sette Sonate con un Introduzione ed al fine un Teremoto - composte e ridotte in quartetti da Sigr. Giuseppe Haydn maestro di cappella di S.A.S. il Principe di Esterh·zy</font> <br><br> Introduzione. Maestoso ed Adagio<br> Sonata I - Largo<br> Pater, dimitte illis, quia nesciunt, quid faciunt (Luca 23,34)<br> Sonata II - Grave e Cantabile<br> Hodie mecum eris in Paradiso (Luca 23,43)<br> Sonata III - Grave<br> Mulier, ecce filius tuus (Giovanni 19,26)<br> Sonata IV - Largo<br> Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? (Marco 15,34;Matteo 27,46)<br> Sonata V - Adagio<br> Sitio (Giovanni 19,28)<br> Sonata VI - Lento<br> Consummatum est (Giovanni 19,30)<br> Sonata VII - Largo<br> In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Luca 23,46)<br> Il Terremoto<br> --> <b>Cuarteto Casals </b><br/> Vera Martinez Mehner, Abel Tomas violini <br/> Jonathan Brown viola <br/> Arnau Tomas violoncello<br/> <br/> <b>Programma </b><br/> FRANZ JOSEF HAYDN (1732-1809)<br/> Quartetti Op. 51, Hob. III: 50-56<br/> Musica instrumentale sopra le sette ultime parole del Nostro Redentore in croce - o sieno Sette Sonate con un Introduzione ed al fine un Teremoto - composte e ridotte in quartetti da Sigr. Giuseppe Haydn maestro di cappella di S.A.S. il Principe di Esterhazy<br/><br/> Introduzione. Maestoso ed Adagio <br/> Sonata I - Largo <br/> Pater, dimitte illis, quia nesciunt, quid faciunt (Luca 23,34) <br/> Sonata II - Grave e Cantabile <br/> Hodie mecum eris in Paradiso (Luca 23,43) <br/> Sonata III - Grave <br/> Mulier, ecce filius tuus (Giovanni 19,26) <br/> Sonata IV - Largo <br/> Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? (Marco 15,34; Matteo 27,46) <br/> Sonata V - Adagio <br/> Sitio (Giovanni 19,28) <br/> Sonata VI - Lento <br/> Consummatum est (Giovanni 19,30) <br/> Sonata VII - Largo <br/> In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum (Luca 23,46) <br/> Il Teremoto<br/> <br/> Fin dalla fondazione, nel 1997, alla Scuola Reina Sofia di Madrid sotto la guida di Antonello Farulli, il Cuarteto Casals si e segnalato come uno dei piu promettenti giovani quartetti europei, guadagnandosi vasto consenso di pubblico e di critica.<br/> Il Quartetto spagnolo ha vinto numerosi premi in concorsi internazionali fra cui il Primo Premio a Londra nel 2000 e il Johannes Brahms International String Quartet Competition nel 2002. Nel 2005 il Quartetto ha avuto l onore di ricevere il Premio della Citta di Barcel- lona e nel 2006 il National Music Award, il piu alto rico- noscimento musicale spagnolo. Nel 2008 Il Cuarteto Casals e stato selezionato per il prestigioso Buitoni- Borletti Trust Award.<br/> I prossimi impegni prevedono concerti alla Wigmore Hall e al Barbican Center di Londra; al Concertgebouw di Amsterdam; al Lincoln Center e alla Carnegie Hall di New York; alla Philharmonie e Konzerthaus di Berlino; alla Tonhalle di Zurigo; all Auditorium Nacional di Madrid; alla Konzerthaus e Musikverein di Vienna; alla Philharmonie di Colonia; allo Chatelet e alla Cite de la Musique di Parigi; alla Library of Congress di Washington e al Marinskij di San Pietroburgo. Le tournees portano il Quartetto ad esibirsi in tutta l Europa, negli Stati Uniti, in Sud America e in Giappone. E  stato inoltre ospite della Schubertiade di Schwarzenberg, dei Festival di Sali- sburgo, Lucerna, Santa Fe, Bantry, Londra, Schleswig- Holstein e Kuhmo. E  inoltre quartetto in residence all Au- ditori di Barcellona dove organizza una serie di concerti che ha avuto uno strepitoso successo di critica e di pubblico. Ha accompagnato il Re e la Regina di Spagna in visite di Stato e ha suonato al Palazzo Reale di Madrid su strumenti Stradivari appartenenti alla Corona.<br/> Il Cuarteto Casals incide in esclusiva per l Harmonia Mundi. Il settimo CD, pubblicato nell estate 2010, include opere di Ligeti, Kurtag e Bartok. Molto interes- sato alla musica contemporanea, ha collaborato con importanti compositori e ha dato in prima esecuzione mondiale opere di Jordi Cervello, David Del Puerto e Jesus Rueda; ha collaborato con James MacMillan e Gyorgy Kurtag e, a richiesta del compositore, ha inciso il quartetto di Christian Lauba Morphing .<br/> In formazione di quintetto ha collaborato con Elisabeth Leonskaja, Oleg Maisenberg, Claudio Martinez Mehner, Christophe Coin, Eckhard Runge,Thomas Riebl e Michael Collins ed ha preso parte a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive delle piu importanti emittenti europee. I suoi membri sono docenti presso il Conservatorio di Barcellona. La loro formazione si deve a Walter Levin e Rainer Schmidt. Si sono diplomati a Colonia con il Quar- tetto Alban Berg. <br/> <br/> <b>Le Sette Parole, di Joseph Haydn</b><br/> di Helmut Brewer<br/> Nel 1786 Franz Joseph Haydn riceve da un canonico di Cadice, nella Spagna meridionale, la richiesta di comporre una musica da eseguirsi durante le cerimonie del Venerdi Santo. Nasce la Musica instrumentale sopra le 7 ultime parole del nostro Redentore in croce ovvero Sette Sonate con una introduzione ed alla fine un Terre- moto  Hob:XX:1 nella versione originale per orchestra. Haydn ha sempre considerato questa composizione come uno dei suoi lavori migliori tanto da indurlo per sopperire alle esigenze di amatori che non erano in grado di disporre dell orchestra necessaria, a preparare nel 1787 una trascrizione per quartetto d archi Hob:XX:2 ed una riduzione per pianoforte Hob:XX:3 ed infine nel 1796 una versione per coro e orchestra Hob:XX:4 su testo di un canonico di Passau.<br/> La migliore presentazione di questo brano si deve allo stesso Haydn che nell inviare la partitura alla Breitkopf & Hartel per la pubblicazione, allega la seguente prefa- zione: «Circa quindici anni fa mi fu chiesto da un cano- nico di Cadice di comporre della musica per Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce. Nella catte- drale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pila- stri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurita. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si proster- nava davanti all altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e cosi via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi di dieci minuti l uno senza annoiare gli ascoltatori: a dire il vero mi fu quasi impossibile rispettare i limiti stabiliti».<br/> La composizione la cui prima esecuzione ebbe luogo presumibilmente il Venerdi Santo del 1786, si articola in sette sonate in tempo lento che meditano sulle ultime frasi pronunciate da Cristo sulla croce, precedute da una maestosa introduzione e concluse con un Presto che descrive il terremoto che sconvolse il Calvario come racconta il Vangelo di Matteo. Quando l editore Artaria pubblica il lavoro Haydn fa inserire all inizio di ogni sonata il testo delle sette parole sotto la parte del primo violino, per far concentrare gli esecutori sul contenuto di quanto suonano.<br/> <br/><br/> <b>Introduzione (Maestoso ed Adagio) </b><br/> Due battute fulminanti in re minore aprono l Introdu- zione (Maestoso ed Adagio) e presentano il primo tema che Haydn conduce in modo sempre mutevole, quasi a cercare un punto di riposo. Il secondo tema trae spunto dal precedente e si sviluppa con una serie di modulazioni che conducono alla tonalita lontana di re bemolle maggiore. Lo sviluppo riprende questo tema principale suonandolo con un tappeto ritmico regolare formato da semicrome ribattute, che attraverso una serie di progres- sioni modulanti approda a un lungo pedale sulla nota la. La ripresa del primo tema ora nella tonalita principale avvia verso la conclusione in pianissimo.<br/> <br/> <b>Sonata I</b> «Pater, dimitte illis, quia nesciunt, quid faciunt» (Largo)<br/> La prima Sonata, in si bemolle maggiore, inizia con l esposizione di un primo tema appoggiato su un pedale ostinato del cello. E un motivo dolce e delicato, dall an- damento discendente e dal sapore quasi operistico. Dopo una transizione che elabora questo tema entra un secondo tema che ha un tono quasi supplicante ed anch esso con un andamento discendente appoggiato sul pedale del violoncello. Una nuova transizione ci conduce allo sviluppo di questo materiale. Prima viene elaborato il primo tema e poi il secondo. Abbiamo quindi una ripresa del primo tema poi del secondo ed infine la ripresa della prima transizione. Chiude la coda che riuti- lizza spunti motivici del primo tema.<br/> <br/> <b>Sonata II</b> «Hodie mecum eris in Paradiso» (Grave e canta- bile)<br/> L episodio del buon ladrone nella tonalita di do minore e introdotto (nella versione orchestrale) dai violini primi raddoppiati dai violoncelli (in quella per quartetto dagli strumenti corrispondenti), che presentano il tema prin- cipale in do minore, dall andamento teneramente canta- bile. La frase cresce fino al do acuto per recuperare poi il do di partenza e si sviluppa fino all improvviso arresto su una lunga cadenza sospesa. Entra il secondo tema caratterizzato da un canto dolce e disteso, con elementi motivici in comune col primo tema accompagnato dai bassi arpeggi del secondo violino. La coda dell esposi- zione e caratterizzata da giocosi gruppetti ascendenti. Il brano manca di una vera sezione di sviluppo, si passa direttamente alla ripresa del tema principale e si prosegue con un elemento di transizione che riprende elementi del primo tema e della coda dell esposizione, per terminare nuovamente sulla cadenza sospesa. La speranza della salvezza avviene nella ripresa del secondo tema che ora e nella solare tonalita di do maggiore. Chiude il brano una breve coda, caratterizzata da giocosi gruppetti ascen- denti.<br/> <br/> <b>Sonata III</b> «Mulier, ecce filius tuus» (Grave)<br/> Il brano e scritto nella tonalita preferita di Haydn, mi maggiore. Tre solenni accordi introducono il primo tema dal carattere serio ed austero nella compostezza della musica liturgica, che si conclude su un lungo pedale di dominante. Il secondo tema che chiaramente deriva dal primo e trattato dai violini primi raddoppiati dal flauto, e giocato  attraverso efficaci sincopi ritmiche. Compare un terzo tema dal carattere conclusivo che attraverso una serie di cadenze chiude l esposizione. L elaborazione del motivo del primo tema che approda alla tonalita d im- pianto (mi maggiore), ci porta alla ripresa che oltre a presentare nuovamente il primo tema prende spunti dal secondo e dal terzo. La coda e annunciata da una ripro- posta del terzo tema e prima della conclusione da quella del primo tema che e il dominatore assoluto della Sonata.<br/> <br/> <b>Sonata IV</b> «Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me?» (Largo)<br/> La sonata in fa minore, inizia con un tema granitico e compatto in perfetto stile organistico che ci ricorda la Sinfonia La passione  Hob:I:49, anch essa in fa minore, che Haydn scrisse nel 1768. Dopo un breve guizzo discendente, troviamo una ripresa del tema ora presen- tato in la bemolle maggiore ed arricchito da intense progressioni ascendenti. Una sorta di cadenza solistica affidata ai soli violini primi crea una vivida immagine di solitudine e di abbandono, ed introduce l episodio che conclude la prima parte della sonata costituito da remi- niscenze del tema principale. Ora Haydn sviluppa questo tema e lo elabora portandolo alla lontana tonalita di sol bemolle maggiore. Nella ripresa del tema principale torniamo alla tonalita di impianto (fa minore) mentre il ritorno della cadenza solistica del solo primo violino ci porta verso la conclusione.<br/> <br/> <b>Sonata V</b> «Sitio» (Adagio)<br/> La Sonata della sete  si apre con un solenne accordo, in la maggiore all unisono, che introduce il tema princi- pale affidato agli archi pizzicati e costruito su una morbida serie di note che danzano con movimenti sinuosi e delicati. Su questo episodio si innesta l invoca- zione drammatica della sete fatta di due sole note (Si-tio) presentata dai violini primi e ripresa dai fiati. All im- provviso i violini abbandonano il pizzicato ed introdu- cono un episodio piu drammatico di note ribattute, quasi per esprimere il corpo tormentato dal dolore. Le note ribattute si fanno piu delicate e torna l invocazione della sete (Si-tio). Una ripresa del materiale fin qui ascoltato permette ad Haydn di sottolineare il dramma mesco- lando la spossatezza del corpo (note ribattute) con il motivo della sete. Segue un episodio di sviluppo che termina su una lunga nota tenuta. La ripresa del tema principale e la sua ulteriore elaborazione, ci conducono ad un ultima apparizione delle note ribattute ed alla cadenza conclusiva del brano.<br/> <br/> <b>Sonata VI</b> «Consummatum est» (Lento)<br/> Una solenne formula di apertura in sol minore, ci presenta questa sonata che sembra fosse la preferita di Haydn: cinque lunghe note eseguite da tutta l orchestra (Con-sum-ma-tum est). Segue una rielaborazione contrappuntistica del motivo principale. Il secondo tema, molto diverso dal primo, ha un carattere piu spensierato e galante, ed e condotto su un tappeto di note ribattute; nel basso compaiono ancora le cinque note del tema principale. Una nuova rielaborazione alterna il secondo tema con le cinque note del primo e ci porta ad un breve sviluppo dei due temi. Il compositore introduce ora una rielaborazione del secondo tema che combina abilmente le cinque note del tema principale con il gruppetto galante del tema secondario. Una nuova ripresa del secondo tema ora in sol maggiore e della sua rielabora- zione ci conduce alla cadenza conclusiva.<br/> <br/> <b>Sonata VII</b> «In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum» (Largo)<br/> Con un tema sereno e composto, Gesu morente affida il suo Spirito al Padre. Il tema presentato in do minore, viene poi variato ed elaborato attraverso note ribattute. Una sorta di cadenza solistica affidata al primo violino ci comunica l esitante respiro di chi attende la fine. Dopo una ripresa del tema principale viene ripresa e sviluppata la cadenza solistica del primo violino ora sostenuta dal violoncello. Una progressione modulante prepara l ul- tima apparizione del tema principale e le cadenze finali in cui con ultime invocazioni, la vita si spegne.<br/> <br/> <b>Terremoto </b>(Presto e con tutta la forza) <br/> Narra Matteo (XXVII) «Ed ecco, il velo del tempio si scisse in due parti dall alto al basso, la terra fu scossa e le rocce si spaccarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi che riposavano, risuscitarono e usciti dai sepolcri, dopo la sua resurrezione, entrarono nella citta santa e si mani- festarono a molti. Il centurione e coloro che facevano la guardia a Gesu, veduto il terremoto e quello che avve- niva, ebbero gran paura e dissero: Veramente costui era Figlio di Dio ». Possiamo immaginare l effetto terrificante che questo brano in do minore, irto di dissonanze, tremoli, veloci trilli, note accentate e ribattute, doveva avere sugli ascoltatori del 1787 non ancora abituati alla musica di Berlioz, Wagner e Mahler. </td> </tr> </table> </div> </td> </tr> </table> </body> </html>